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Per nessun motivo

Due figure indistinte passeggiano lungo la Senna, guardando i battelli ormeggiati sul Quai du Louvre e respirando l’aria dolciastra delle notti parigine. Lei è una giovane donna, Corinne, studentessa della Sorbona dai lunghi capelli biondi, lui, Antonio, alla soglia dei suoi cinquantanove anni, sfoggia la naturale eleganza tipica dell’uomo italiano. A prima vista si direbbe che siano padre e figlia, ma gli sguardi, i sorrisi e i silenzi tra loro rivelano qualcosa di diverso. Solo fino a qualche giorno prima, mentre nel suo laboratorio in Toscana si dedicava al bricolage, Antonio non avrebbe mai immaginato di vivere una seconda adolescenza a Parigi. Poi, invece, una lettera ingiallita dal tempo sconvolge la sua vita: dopo venticinque anni di matrimonio Antonio scopre di avere un’altra figlia, nata da una breve relazione con una donna francese. Per anni Loredana, sua moglie, aveva saputo e taciuto, per paura che la stabilità della loro unione venisse compromessa. Ma un giorno, per caso, riemerge dal fondo di un cassetto una lettera contenente l’amara confessione. È così che inizia l’avventura di Antonio per le strade di Parigi, alla ricerca di una figlia sconosciuta. Nel disperato tentativo di affrontare le proprie responsabilità e di rimediare a un’assenza durata una vita, Antonio si ritroverà a pedinare una giovane donna, a seguirla al lavoro e ad offrirle un caffé prima, poi una cena, poi il braccio durante le lunghe passeggiate nelle sere parigine. Nel tentativo di attraversare la spessa soglia del non detto, che sempre accompagna gli incontri più importanti della nostra vita, Antonio si scoprirà un uomo vile, titubante, insicuro. Marco Vichi, autore della trilogia dedicata al Commissario Bordelli e di altre antologie e romanzi noir, in questo caso si allontana dal genere, senza però dimenticare gli strumenti del mestiere di giallista. Il lungo e intrigante gioco dell’attesa, il colpo di scena finale, il crescendo di emozioni che sfocia in un finale a sorpresa: la struttura del romanzo è certamente quella di un giallo, ma la storia potrebbe essere il copione di una commedia degli equivoci. Anche in questo caso Vichi trasporta nella vita quotidiana l’intrigo, in questo caso la rete intricata delle emozioni che si possono affastellare nella mente dell’uomo al cospetto di una scelta decisiva. Lo fa attraverso un romanzo che si legge tutto d’un fiato, che fa riflettere, che nasconde tra le righe un miscuglio indistinto di orrore e tenerezza.
 
 
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